Il lido

nasce nell’estate 2014

Il lido nasce nell’estate 2014 ad pera della famiglia Gallo di Fasano, famiglia di artigiani del legno che hanno sempre nutrito una grande passione per il mare soprattutto il capostipite Giacomo, figlio a sua volta di un pescatore d’altri tempi , nonno Luca.

Da più di 40 anni la famiglia Gallo mantiene un manufatto in concessione nella stessa caletta dove oggi è inserito lo stabilimento balneare, una tipica casetta di pescatori che si posiziona su uno scoglio da dove si sovrasta il mare adriatico e da dove si possono godere panorami da cartolina. Probabilmente aver vissuto per così tanto tempo in quella spettacolare insenatura naturale ha fatto si che Giacomo intraprendesse nel 2001 l’idea di realizzare un lido soprattutto per valorizzare ancora più di quanto non lo fosse la zona e la spiaggetta che per troppo tempo, nonostante frequentatissima dalla gente del posto e non solo, è rimasta abbandonata all’incuria e al degrado.

Ci troviamo

a savelletri

una meravigliosa località del nord-est della Puglia affacciata sul mare adriatico e caratterizzata dal suo porticciolo peschereccio e dalle sue spiagge di sabbia e piccole scogliere mai eccessivamente affollate. Appena 1 km fuori questo centro marino, in direzione Capitolo (frazione di Monopoli), è situato il nostro lido

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Cala Pescatore

nasce in una caletta naturale di estrema bellezza situata in un contesto ricco di storia e cultura. Infatti si posiziona subito a ridosso delle antichissime mura che delimitano la città di Egnazia, oggi uno dei siti archeologici più interessanti dell’intera nazione.

La città di Egnazia ebbe grande importanza nel mondo antico per la sua posizione geografica, grazie alla presenza del porto della Via Traiana. Infatti essa fu attivo centro di traffici e commerci. La storia dell’antica GNATHIA si è snodata nell’arco di molti secoli. Il primo insediamento , costituito da un villaggio di capanne, sorse nel XV sec. a.C. (età del bronzo). Nell’ XI sec. a.C. (età del ferro) si registra l’invasione di popolazioni provenienti dall’area balcanica, gli Iàpigi, mentre con l’ VII sec. a.C. inizia la fase messapica che per Egnazia, come per tutto il salento, cesserà con l’occupazione romana avvenuta a partire dal III sec. a.C.. La città entrerà quindi a far parte prima della repubblica e poi dell’impero romano e decadrà insieme ad esso.

Della fase messapica

di Egnazia

restano le poderose mura di difesa (alte 7 m., lunghe 2 Km., delimitano un’area urbana di circa 40 ettari) e le necropoli, ove oltre a tombe a fossa e a semicamera, sono presenti monumentali tombe a camera decorata con raffinati affreschi. Della città, scavata solo in parte, si conservano le vestigia risalenti alla fase romana. Notevoli i resti della Via Traiana, della Basilica Civile con l’aula delle Tre Grazie, del Sacello delle divinità orientali, dell’anfiteatro, del foro. Ottimamente conservato il criptoportico. Sono presenti anche due basiliche paleocristiane, originariamente con pavimento a mosaico.

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